AUTO ELETTRICA?

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Le auto del futuro saranno cosi!

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Modello trasformabile

Modello trasformabile
in elettrico a pedalata assistita ( PAS )

AUDI si è svegliata!

In giro con un bolide elettrico.

domenica 28 giugno 2009

Come risolvere i problemi di mobilità nei centri storici.












- Definizione: velocipede a tre ruote a pedalata assistita elettricamente Caratteristiche del mezzo: • Peso del mezzo: 150 kg • Lunghezza: 2,9 metri • Larghezza: 1,1 metri • Altezza: 1,5 metri Assistenza elettrica fornita da: • Motore elettrico da 250 Watt, tipo brushless • Nr. 2 batterie da 17 Ah – 24 Volt • Energia immagazzinata a bordo: 408 Wh Autonomia: • Circa 3 ore di servizio • Tempo di ricarica: 6 ore - Velocità massima in pedalata assistita: 10 km/h - Pendenze superabili: max 2% - Ricarica in presa da 220 V - Freni a disco posteriore - Motore montato sul mozzo della ruota anteriore - Differenziale di trasmissione installato sull’asse posteriore - Sedile anteriore per il guidatore - Sedile posteriore per max 2 passeggeri - Cambio multirapporti a 21 velocità - Frecce direzionali e luci - Colore cabina: bianco Importante: Il mezzo è utilizzabile anche senza assistenza elettrica, quindi mosso dalla sola forza muscolare, grazie ad una buona posizione di guida del driver ed all’utilizzo appropriato del cambio multirapporto. In questo caso la velocità massima è comparabile al passo d’uomo (circa 6 km/h). Dopo 3 ore di servizio assistito elettricamente, le batterie sono ricaricabili allacciandosi ad una comune presa a 220 Volts. In circa 6 ore di ricarica si ristabilisce la piena autonomia del mezzo.

mercoledì 10 giugno 2009

Stato, banche e Moneta

a quando lo scoppio del palloncino?

giovedì 22 gennaio 2009

martedì 4 novembre 2008

Corriere della Sera > Motori > Nel 2020 i motori saranno solo elettrici «E l'auto non si dovrà più acquistare...»


Nel 2020 i motori saranno solo elettrici
«E l'auto non si dovrà più acquistare...»
Ricerca Ibm prefigura un utilizzo «a consumo» delle vetture


Disegnare scenari futuri. Il sogno di tutti, il lavoro di pochi. Come l'Institute for Business Value dell'Ibm che con la sua ricerca Automotive 2020: Clarity Beyond the Chaos cerca di fotografare cosa accadrà da qui al 2020. La parola chiave sarà rivoluzione, visto che nei prossimi 10 anni l'auto subirà più trasformazioni di quelle che ha avuto negli ultimi 50. Per esempio, tutti i nuovi modelli dal 2020 saranno ibridi, ovvero avranno a bordo almeno il sistema stop&start in grado di spegnere il motore ad ogni sosta, riavviandolo automaticamente alla pressione della frizione.

BATTERIE - A contendere alle ibride il ruolo da protagonista ci saranno le elettriche: grazie alle batterie al litio (al Salone di Parigi erano su molti concept) avranno autonomie superiori ai 150 km e anche l'ostacolo del loro costo elevato sarà completamente superato. Grazie alla scossa elettrica (compresa quella parziale dell'ibrido) si riuscirà a tagliare le emissioni di CO2 portandole ad una media di 97 g/km contro gli attuali 158 e in linea con l'obiettivo dei 95 proposto dall'Unione Europea proprio per il 2020. Niente da fare invece per l'idrogeno, l'orizzonte disegnato è troppo vicino: impossibile per quei giorni avere una rete di distributori in grado di rifornire milioni di auto.

ELETTRONICA - L'auto del futuro prossimo però non sarà solo verde ma intelligente e avrà tutti i sensi, proprio come un essere vivente. Alcuni come la vista (sensori ottici e telecamere) e il tatto (sensori di pioggia) li ha già, gli altri arriveranno: l'udito permetterà di ascoltare gli avvertimenti su potenziali pericoli dalle auto che precedono mentre l'olfatto entrerà in gioco con dei sensori in grado di riconoscere se il guidatore ha bevuto troppo, impedendo la partenza dell'auto. Ma quanto costerà tutto questo ai consumatori? «Le economie di scala legate ad una grande diffusione delle tecnologie su cui si basano questi cambiamenti, faranno si che l'impatto sul costo dell'auto sarà minimo », rassicura Augusto De Castro, Vice president industrial sector Ibm Italia. Anche perché l'auto non si acquisterà più e si andrà ad affermare una forma più flessibile: «Il vero costo sarà legato al servizio che i consumatori vorranno utilizzare. Sarà un evoluzione analoga a quella che oggi si osserva sulla telefonia mobile dove il cellulare, anche se sempre più ricco, è diventato una commodity ed il vero costo per l'utente (e business per il gestore) è legato alla tipologia di servizio utilizzato», continua De Castro. In altre parole: si pagherà l'auto per come e quanto si utilizzerà. Nulla di più. Fin qui lo scenario disegnato dai ricercatori, poi c'è il futuro reale che si scopre solo giorno dopo giorno. Per quello però non si può fare nulla, bisogna solo aspettare.

Alessandro Marchetti Tricamo
13 ottobre 2008

lunedì 27 ottobre 2008

Quando si vuole cambiare qualcosa....









Un documento per rilanciare l'isola d'Ischia.
Aderisci anche tu.
Leggi il documento di proposta e sottoscrivilo indicando il tuo nome o quello dell'ente di appartenenza: verrai aggiunto alla lista dei promotori del’iniziativa.
Invia anche proposte e progetti e temi da discutere ed approfondire.

http://www.salvatorelauro.com/ischia/


Ischia, “l’Isola Verde” conosciuta nel mondo grazie allo charme derivante dal mito degli anni ’60, deve divenire “l’isola del Verde e del Benessere”.

Degli anni ’60 resta solo un bel ricordo, perché il mondo cambia, i consumatori diventano più esigenti e l’isola non è più competitiva. E’ necessario- come diceva Voltaire – “saper coltivare il proprio giardino”.

Sicuramente la nostra generazione non lo ha saputo fare del tutto; ma, di certo lo ha arricchito di tante strutture alberghiere alcune di prim’ordine, altre di genere molto dubbio che sanno far leva solo su un patrimonio di risorse naturali e uniche come le terme e le spiagge.

Per ricostruire “l’Isola del Verde e del Benessere”, noi isolani dobbiamo partire da una consapevolezza: il patrimonio ambientale, termale, paesaggistico e culturale di Ischia appartiene non solo agli isolani ma all’intera umanità.

Proprio perché ne siamo i custodi, il mondo ci guarda e ci giudica valutando la capacità di difendere, di gestire e di valorizzare questo grande patrimonio.

Ma come si fa, a valorizzare le risorse in un mondo globale sempre più competitivo?

E’ necessario un intervento vero, tempestivo e appassionato avendo una visione globale per fare sistema, collegando pubblico e privato per cambiare l’immagine dell’isola.
Certo è che gli imprenditori e gli amministratori non possono fare tutto da soli se non si stimola la partecipazione attiva dei cittadini, delle associazioni, del volontariato, delle imprese e dei clienti/turisti fruitori.

Oltre al rispetto del patrimonio attuale, è necessario incoraggiare e stimolare la creatività nel settore dello spettacolo, nella moda, nell’artigianato, nell’ enogastronomia, nello sport e nel turismo.

E’ necessario riconoscere le professionalità presenti, ma bisogna investire nella formazione, nell’innovazione e nella ricerca per far crescere nuove competenze.

Con l‘aiuto delle nuove tecnologie la nostra isola può e deve puntare all’avanguardia per quanto riguarda la tutela del paesaggio e l’accoglienza dei turisti intervenendo, ove necessario, anche con nuove infrastrutture fisiche.

Dobbiamo incoraggiare gli artisti a venire e promuovere i nostri paesaggi, mettendo anche a disposizione le nostre location per film e documentari.

Questa è “l’Isola del Verde e del Benessere” che ho in mente.
E che non è difficile realizzare. Ma è necessario partire dalla convinzione che dobbiamo, insieme, fermare il degrado, o meglio, arrestare la deriva nella quale ci muoviamo.

Per l'anno in corso, dicono gli scenari della Camera di Commercio, Ischia potrebbe pagare la crisi dei mercati finanziari, la crescita del prezzo del petrolio, e il rallentamento dell'economia tedesca, da sempre piazza privilegiata per il turismo straniero sull’isola.

La classe imprenditoriale soffre la scarsa cultura associativa; non sa mettere in rete i vari settori, in particolare quello trasportistico e della logistica.

La “Passione Isolana” dovrebbe diventare un valore da creare e rivendicare, sia per la classe politica, che per la classe imprenditoriale.
La società isolana, ritrovando la “Passione”, supererebbe così la perdurante fase di autocompiacimento forse erede di un glorioso passato, ma incapace di costruire un futuro di successo.

Allora, per muovere il cambiamento, Vi propongo di completare il mio manifesto, provando a scrivere assieme sul blog i comparti economici, le attività sociali, rispetto ai quali con uno sforzo professionale di continuità e programmazione, possiamo affrancare la nostra Isola dalla deriva e restituirle il ruolo di “Isola del Verde e del Benessere”.

Mare, Porti turistici, Territorio, Viabilità, Traffico e Ambiente, Giardini, Impresa e cultura, Musei, Musica, Nuove Tecnologie, Paesaggio, Promozione della cultura all’estero, Stile Isolano, Eventi, Cinema, Televisione e Mass Media, Sport, aree di fiscalita’ agevolate.

Sono certo che ce ne sono altri. Tanti altri “asset” si dice in gergo economico, sui quali adottare strategie di sviluppo, perché i beni ambientali, termali, paesaggisti e culturali necessitano di continua manutenzione e tutela.

Uniti per nutrire una visione d’insieme strategica, anche facendo ricorso a riforme, come l’unificazione amministrativa attraverso la riduzione, nel tempo, dei municipi e la costituzione di un unico comune isolano.

Vi rendete conto quanto di lavoro possibile, alla nostra portata, c’è da fare?
Dobbiamo farlo. Ce la possiamo fare e chi crede in tutto ciò partecipi alla stesura del manifesto, aderisca alla nostra iniziativa.
Per inviare proposte e progetti coerenti con il manifesto e temi da approfondire, entra nel mio blog.



On. Salvatore Lauro
Presidente Arcipelago Campano
www.salvatorelauro.com
Skype lauro.it
salvatorelauro@hotmail.com
salvatorelauro@ischia.it

http://www.macrolibrarsi.it/

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Attento a una vita più sana e naturale. Possiamo cambiare il nosrto mondo, iniziando prima di tutto da noi stessi.