veicolo elettrico
veicolo elettrico
AUTO ELETTRICA?
SI GRAZIE..............
Le auto del futuro saranno cosi!
Modello trasformabile
in elettrico a pedalata assistita ( PAS )
AUDI si è svegliata!
In giro con un bolide elettrico.
martedì 11 marzo 2008
venerdì 22 febbraio 2008
Non pagate la tassa CIP6 nella bolletta dell'ENEL
Tali normative hanno previsto che i finanziamenti, in parte, gravino (indirettamente) sul singolo utente finale, quale parte del sovrapprezzo del costo della energia.
Non esiste, peraltro, una specifica norma che stabilisca un obbligo per il singolo di provvedere al pagamento di una data somma a titolo di finanziamento delle fonti di energia: la normativa in materia, infatti, come sopra accennato, stabilisce che il costo della energia per il pubblico applicato dall'Enel sia costituito da un sovrapprezzo in parte destinato a tale scopo.
La "quota" CIP6 viene corrisposta dal singolo utente all'Enel che, a sua volta, la versa allo Stato.
Dal momento che questa quota è "annegata" nel prezzo del chilowatt e non esiste una norma che specificamente impone all'utente di pagare quella somma a quel titolo, l'eventuale mancato pagamento da parte del singolo di questa parte dell'intero corrispettivo della fornitura costituisce un inadempimento contrattuale.
Il Cip6 è un tassa sui tumori. Serve a costruire inceneritori che ti termovalorizzano le cellule.
Non la vogliono capire con le buone di smettere e di passare alla raccolta differenziata e a forme di smaltimento non nocive per la salute.
L'uso criminoso dei NOSTRI soldi per avvelenare le NOSTRE FAMIGLIE deve finire.
Vogliamo energie rinnovabili, non respirare diossina e nano particelle.
Non pagate più la tassa CIP6 all'ENEL. Io ho già iniziato.
L'ENEL ha tolto dalla bolletta la voce A3 con il contributo per gli inceneritori.
Calcolare l'importo esatto è quasi impossibile, vale circa il 7%.
L'ENEL deve reintrodurre la voce A3 per consentirci di dedurlo correttamente.
Nel frattempo:
- notificate l'autoriduzione all'ENEL nella form all'indirizzo: Enel/Informazioni con la causale: Detrazione CIP6 per gli inceneritori
- togliete il 7% forfettario dall'importo senza IVA esposto in bolletta.
Ricevo da parte di ENEL una replica al post:
"Non è certo Enel o qualsiasi altro distributore di energia elettrica, come Acea, A2a, Trenta, Iride ecc., a stabilire entità e destinazione della somma destinata al cosiddetto CIP6 che, come scrive correttamente il blog di Grillo, deriva da una legge dello Stato. Così come non è certo Enel a decidere quali voci introdurre o non introdurre nella bolletta. E' una decisione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas che ogni distributore è tenuto a rispettare.L'invito non pagare un parte della bolletta che si ritiene iniqua non ha evidentemente alcun fondamento legale e non può che comportare per chi lo accogliesse un avviso di morosità con susseguente distacco della fornitura.
Solo il Parlamento può decidere se e in che misura rivedere, modificare o abolire quella voce. Solo l'Autorità per l'energia elettrica e il gas può decidere se e come i distributori di energia elettrica debbono esporre le varie voci che compongono la bolletta.
Per quanto riguarda Enel in quanto produttore di energia elettrica, va segnalato che non possiede alcun inceneritore né, se non i misura del tutto marginale, altre fonti "assimilate", mentre proprio a chi possiede questo tipo di impianti viene erogata la larga maggioranza dei fondi raccolti in base al cosiddetto CIP 6. Solo la quota residua, infatti, è destinata alle fonti rinnovabili vere e proprie, idroelettrico, eolico, solare, geotermia, biomasse, nelle quali Enel è al primo posto (non solo in Italia, ma anche a livello mondiale).
Una stortura alla quale sia l'Autorità di settore sia molte forze politiche intendono porre rimedio." Ufficio Stampa ENEL
Intervista dott.sa Patrizia Gentilini
Interviste del blog beppegrillo.it: Maurizio Pallante
Interviste del blog beppegrillo.it: Paul Connett
giovedì 14 febbraio 2008
lunedì 11 febbraio 2008
ENERGIA DALL'ACQUA SALATA
Bene, la ricerca và avanti nonostante i soldi (quelli che guadagnano le multinazionali del petrolio) la blocchino
L'ENERGIA DEL FUTURO E' L'ACQUA SALATA... CHE PRENDE FUOCO!
John Kanzius, ingegnere americano impegnato nella costruzione di un apparecchio per la radioterapia (anti cancro), involontariamente e casualmente scopre la possibilità di "incendiare" l’acqua salata con la radiofrequenza, innescando una combustione in grado di produrre energia.
Studiando un progetto a radiofrequenza, per evidenziare in qualche modo le cellule cancerogene, l'Ing. Kanzius impiegando appunto la radio frequenza per isolare le cellule sane, e cercando una terapia mirata per evitarne l’assalto incondizionato, si imbatte in una scoperta a dir poco sorprendente: la combustione di acqua salata contenuta nella provetta, acqua di mare, cioè pescata direttamente da mare.
L'esperimento, quindi, è stato ripetuto più e più volte: avvicinando in un punto preciso dell'apparecchio una provetta contenente semplice acqua di mare, diventa combustibile. Uno stoppino alla sommità della provetta, acceso da una fiamma, continua ad ardere, alimentato dal "carburante" di acqua di mare, come una candela o un comune accendino.
L'onda radio infatti, permettendo di rompere i legami molecolari, quindi la scissione dell'ossigeno e dell'idrogeno, genera una combustione.
La fiamma è stata certificata dall'ufficio brevetti del governo statunitense come sistema avanzato di ipertermia indotta da radiofrequenza.
PER VEDERE IL FILMATO DELL’ESPERIMENTO: http://www.youtube.com/watch?v=4kKtKSEQBeI
venerdì 8 febbraio 2008
Che cos'è un veicolo elettrico?
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| R | E' un veicolo che, per muoversi, utilizza energia elettrica. Questa energia è contenuta in un "pacco batterie" che si trova a bordo del veicolo e che alimenta il "motore elettrico". Per ricaricare le batterie basta collegare il veicolo ad una normale presa elettrica. | ||
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| R | L’energia immagazzinata a bordo e contenuta nelle batterie alimenta, tramite l’apposita apparecchiatura elettronica di controllo frutto del know how Micro-Vett, il motore elettrico. Questo trasmette il moto direttamente alle ruote. | ||
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| R | I vantaggi di un veicolo elettrico sono tanto di ordine tecnico quanto di ordine economico. I primi si riferiscono al funzionamento del motore, più semplice, silenzioso e pulito di quelli tradizionali; i secondi riguardano la gestione dei costi, che per un elettrico sono più contenuti (non essendoci parti soggette a usura né liquidi di sostituzione, come nei veicoli tradizionali). In più vanno considerate le agevolazioni fiscali e il sistema pubblico di sovvenzioni per l’acquisto dell’elettrico, che rendono i costi complessivi assolutamente competitivi con quelli dei veicoli tradizionali. | ||
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| R | I limiti di un veicolo elettrico sono essenzialmente legati alla velocità e all’autonomia, normalmente inferiori a quelle di un’autovettura tradizionale. Questi vincoli sono peraltro del tutto compatibili con un uso essenzialmente urbano del veicolo. | ||
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| R | Le batterie oggi utilizzate per l’alimentazione dei veicoli elettrici sono prevalentemente batterie pb-gel (dove pb sta per piombo). Questi accumulatori di nuova generazione dei quali Micro-Vett dota i suoi veicoli non hanno bisogno di manutenzione (sono infatti sigillate), contrariamente ai vecchi modelli per i quali era necessario controllare continuamente il livello dell’elettrolita acido. Qui l’elettrolita è un gel che rende la batteria molto più sicura: in caso di rottura infatti – ad es. in seguito a incidente – il gel, in forma semi-solida, non si disperde pericolosamente nell’ambiente. | ||
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| R | La guida di un veicolo elettrico è molto più semplice e rilassante di quella di un veicolo tradizionale, poiché con il motore elettrico non è più necessario il cambio di velocità in quanto il veicolo adegua automaticamente la velocità alla potenza richiesta. Basta girare la chiave di accensione e schiacciare l’acceleratore e il veicolo parte; i pedali di comando necessari sono solo due, acceleratore e freno. | ||
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| R | Il veicolo elettrico richiede una manutenzione decisamente inferiore a quella di uno tradizionale, non essendo presente il motore endotermico e grazie all’inferiore numero di parti soggette a usura. Le stesse batterie non hanno bisogno di alcuna manutenzione. | ||
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| R | Solo negli ultimi anni le prestazioni del veicolo elettrico ha raggiunto standard di prestazioni e di affidabilità confrontabili, se non superiori, a quelle dei veicoli tradizionali. La diffusione dei veicoli elettrici e a basso impatto ambientale è notevolmente aumentata negli ultimi anni, soprattutto in ambito urbano dove il problema dell’inquinamento sta diventando sempre più pressante. Si consideri poi che circa il 75% delle missioni svolte da un autoveicolo è inferiore ai 50 km giornalieri (percorsi essenzialmente in città) ad una velocità media inferiore ai 20 km/h; una percentuale ampiamente soddisfatta da un veicolo a trazione elettrica, che ha anche il grande vantaggio di avere un impatto ambientale pressoché nullo (nel contesto di utilizzo). Ci si aspetta pertanto una diffusione sempre maggiore di veicoli elettrici, in particolare in ambito urbano. | ||
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| R | Per definizione, il veicolo elettrico è veicolo a zero emissioni gassose e acustiche nel contesto d’uso. Va però tenuto conto che la produzione di energia elettrica alla fonte ha comunque un costo ambientale. Vale però, a questo proposito, una considerazione di massima: l’efficienza di una centrale di produzione per l’energia elettrica è doppia rispetto a quella di un motore a combustione interna. Ciò significa che per produrre un kWh di energia, poi utilizzato da un veicolo elettrico, una centrale elettrica inquina la metà di un qualsiasi motore tradizionale. | ||
| D | Si potrà contare, in un futuro che tutti auspicano vicino, su nuove tecnologie legate alla mobilità in grado di scongiurare l’inquinamento da traffico? | ||
| R | Va chiarito che si dispone già di una tecnologia in grado di scongiurare l’inquinamento da traffico, e si tratta proprio di quella oggi applicata alla trazione elettrica Micro-Vett, affidabile e sicura e soprattutto a basso impatto ambientale. Va aggiunto altresì che la ricerca Micro-Vett sta oggi indirizzandosi verso sistemi più avanzati di generazione e stoccaggio dell’energia come le celle a combustibile a idrogeno, supercondensatori, batterie di tipo avanzato, etc. | ||
mercoledì 6 febbraio 2008
Clima: una battaglia generazionale
Si chiama riscaldamento globale. Bruciare combustibili fossili produce anidride carbonica: CO2.
Più aumenta l’anidride carbonica in atmosfera, più aumentano le temperature: effetto serra. Livelli di anidride carbonica nell’atmosfera: oggi, più 27% rispetto agli ultimi 650000 anni.
Non c’è stato giorno in cui la stampa nazionale e internazionale non abbia pubblicato notizie sullo stato di salute del pianeta. Rapporto Stern, commissionato dal ex-premier britannico Tony Blair, ottobre 2006: se non si affronta il problema delle emissioni di CO2 i danni per l’intero pianeta equivarrebbero al costo delle due guerre mondiali.
La scienza, per bocca dell’Ipcc, l’organismo ufficiale delle Nazioni Unite che studia i cambiamenti climatici, ha tolto ogni punto interrogativo.
Manipolazione della realtà
Cambio di rotta dell’amministrazione Bush che fino ad allora aveva negato che la causa del surriscaldamento della Terra fosse l’uomo e aveva deciso di non ratificare il protocollo di Kyoto. Non è così.
Ed è lo stesso presidente americano a smentire il rapporto sui cambiamenti climatici uscito dalla sua stessa amministrazione. Uno scontro interno agli apparati governativi che si svolge in sole 48 ore e che coinvolge scienza e politica, poteri forti e lobbies del petrolio. Basti pensare che è proprio un ex lobbista del petrolio ad essere stato nominato dall’amministrazione Bush come responsabile dei rapporti scientifici sul clima per la Casa Bianca: un avvocato con master in economia con il potere di modificare le conclusioni degli scienziati. Un vero e proprio giallo dunque che ha origini più lontane. Già nella precedente amministrazione repubblicana, quella di Bush padre, si era assistito a un inquietante intreccio tra lobbies del petrolio e decisioni di politica ambientale. Ma veramente le lobbies del petrolio possono orientare la politica ambientale degli Stati Uniti negando i risultati della scienza? Ci aiuteranno a capirlo alcuni stralci di una commissione di inchiesta americana indetta nel 2007 proprio per far luce su questi argomenti.
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- Attento a una vita più sana e naturale. Possiamo cambiare il nosrto mondo, iniziando prima di tutto da noi stessi.
